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Hannah Arendt

 Hannah Arendt è stata una delle più importanti filosofe e teoriche politiche del Novecento. Nata nel 1906 in Germania in una famiglia ebrea, visse in prima persona gli sconvolgimenti politici e morali del suo tempo. Studiò filosofia con pensatori di grande rilievo come Martin Heidegger e Karl Jaspers, ma la sua vita fu segnata profondamente dall’ascesa del nazismo. Nel 1933 fu costretta a lasciare la Germania; dopo un periodo in Francia, riuscì a emigrare negli Stati Uniti, dove ottenne la cittadinanza e sviluppò gran parte della sua opera. Il tema centrale del suo pensiero è la riflessione sulla politica, sulla libertà e sulla responsabilità individuale. Una delle sue opere più celebri, Le origini del totalitarismo, analizza la nascita e la struttura dei regimi totalitari del Novecento, in particolare il nazismo e lo stalinismo. Arendt sostiene che il totalitarismo non sia una semplice dittatura, ma una forma di dominio completamente nuova, capace di controllare ogni aspetto dell...
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Magia e mito - Antropologia

La magia si può definire il potere di influenzare - attraverso l'uso di sostanze, gesti o formule - il corso degli eventi e la natura delle cose, potere che alcuni individui possiedono o per predisposizione naturale o attraverso lo studio e l'esperienza. Si divide in "magia nera", quando mira a danneggiare un individuo con il proprio influsso, e "magia bianca", quando mira a favorirlo (guarigione, risoluzione di problemi, ecc.). Secondo James Frazer (1854-1941), il pensiero magico lo si trova in due modalità: Imitazione : è la credenza per cui imitando animali o fenomeni naturali, si può ottenere il controllo su di essi. Ad esempio aspergendo il terreno d'acqua, se ne possa favorire l'arrivo; Contagio : cose e persone che sono state a contatto conservano il potere di influenzarsi a vicenda anche a distanza, una volta separate (ad esempio gli atti magici su una ciocca di capelli). Magia, scienza e religione: I primi antropologi interpretarono la ma...

Don Milani - Pedagogia

Don Lorenzo Milani (1923–1967) è stato un sacerdote cattolico, un educatore e una figura molto importante nella storia culturale e sociale italiana del Novecento. È ricordato soprattutto per il suo impegno a favore dell’istruzione dei poveri e degli esclusi e per la sua idea di una scuola più giusta e più democratica. Don Milani nacque a Firenze in una famiglia borghese e colta. Da giovane non pensava di diventare prete, ma dopo una profonda crisi personale decise di entrare in seminario e fu ordinato sacerdote nel 1947. Fin dall’inizio del suo ministero si rese conto delle grandi disuguaglianze presenti nella società italiana, soprattutto nel mondo contadino e operaio. Molti ragazzi, soprattutto quelli poveri, abbandonavano presto la scuola perché costretti a lavorare o perché non riuscivano a stare al passo con un sistema scolastico pensato per i più privilegiati. Per questo Don Milani fece dell’educazione la sua missione principale. Dopo una prima esperienza a San Donato di Calenzan...

La meglio gioventù

La meglio gioventù , diretto da Marco Tullio Giordana, è un film che racconta la storia della famiglia Carati e, attraverso di essa, più di quarant’anni di storia italiana, dagli anni Sessanta ai primi Duemila. Il film unisce la vita privata dei personaggi agli eventi storici e sociali del Paese, mostrando come la storia influenzi direttamente le scelte e i destini individuali. Il messaggio principale del film è che non esiste un solo modo di affrontare la realtà e i cambiamenti della società. I due fratelli Nicola e Matteo rappresentano due percorsi molto diversi: Nicola sceglie l’impegno civile, lo studio e il lavoro come medico, cercando di migliorare la società e aiutare gli altri. Matteo, invece, vive un profondo disagio interiore, fa fatica a comunicare e a trovare un senso alla propria vita. Attraverso di lui, il film mostra quanto la mancanza di dialogo, comprensione e supporto possa portare all’isolamento e alla sofferenza psicologica. Un tema molto importante del film è quell...

Come formare gli italiani nell'Italia unita - Pedagogia

LA CULTURA LIBERALE E DEMOCRATICA Ai problemi dell'analfabetismo molto diffuso, della scarsa diffusione della frequenza scolastica, dei problemi economici, il Risorgimento aggiunse un problema in più: come disse Massimo D'Azeglio, "fatta l'Italia occorre fare gli italiani". La coscienza nazionale era infatti molto debole, come la diffusione dei valori liberali e quindi della modernità. Vincenzo Cuoco Cuoco fu il primo a sottolineare lo stretto rapporto tra problema nazionale e diffusione della scuola e dell'educazione popolare. Nato nel 1770 nel Molise, studiò giurisprudenza a Napoli e simpatizzò con la rivoluzione antiborbonica e filogiacobina napoletana del 1799. Si trasferì quindi a Milano dove diresse il periodico "Giornale italiano", dove pubblicò una serie di scritti sull'educazione popolare, che considerava la base per la futura evoluzione politica e sociale auspicata dai liberali. Tornato a Napoli, collaborò a un sistema di istruzione pub...

Il giovane Marx

“Il giovane Marx” (titolo originale Le jeune Karl Marx , 2017) è un film diretto da Raoul Peck che racconta gli anni della formazione di Karl Marx, dal 1843 al 1848, e la nascita della sua collaborazione con Friedrich Engels , culminata nella stesura del Manifesto del Partito comunista . E' un ritratto politico-intellettuale: mostra come le idee di Marx siano nate dal confronto con le ingiustizie sociali del suo tempo, con l’avanzata dell’industrializzazione e con i movimenti operai nascenti. Il film è fortemente collegato alle scienze umane perché affronta temi centrali per discipline come filosofia, sociologia, economia, storia, antropologia. Marx è una delle figure chiave della filosofia moderna. Il film mostra il suo rapporto critico con la filosofia idealista di Hegel, il suo passaggio verso una filosofia materialista, il tentativo di unire pensiero teorico e trasformazione sociale. Marx è di fatto anche uno dei fondatori della sociologia. In questo ambito vanno viste le s...

La pedagogia povera - Pedagogia

Il problema sociale dell'infanzia povera Dopo il 1815 - con il periodo di pace che seguì le guerre napoleoniche - si verificò un notevole aumento della popolazione e con essa il numero di bambini nati e sopravvissuti ai primi cinque anni di vita (erano solo il 63% dei nati). La grande povertà portava moltissimi bambini a chiedere la carità e a vagabondare. In questo contesto, in varie parti d'Europa cominciarono a comparire diverse iniziative educative e assistenziali, in particolare si moltiplicarono le scuole infantili (2-6 anni), ma anche per ragazzi non scolarizzati, senza lavoro né famiglia. Le prime scuole infantili Furono avviate in Inghilterra e Francia. Nel 1816 l'industriale e filantropo Robert Owen aprì una classe per i più piccoli nella sua manifattura modello in Scozia. Sull'esempio di Owen , poco dopo furono aperti a Londra i Westminster free day infant asylum . Le scuole disponevano di un cortile per giochi ed esercizi fisici, ai più piccoli era insegnato...