Durante l'Ottocento si arrivò alla consapevolezza dell'importanza di arrivare a una società in cui tutti sapessero leggere, scrivere e far di conto: la società alfabeta, uno dei pilastri della nascente società moderna, insieme alla crescente importanza dell'industria, la fiducia nel progresso, nella concorrenza, nella laicità. Il modello di vita borghese andava esteso ai ceti più poveri e per questo serviva un modello scolastico che rispondesse a questa fiducia nell'educazione.
Johan Fridrich Herbart
E' considerato il primo pedagogista nel senso moderno dell'espressione. Nato nel 1776 in Germania, fu un ammiratore di Kant (cui successe in cattedra nell'università di Koenigsberg), di Pestalozzi (con cui entrò in relazione) e svolse lui stesso per un periodo l'esperienza professionale di precettore. Morì nel 1841.
La pedagogia tra etica e psicologia
Per Herbart, la pedagogia è un sapere dotato di una propria specificità, che fa riferimento da un lato alla filosofia morale per l'individuazione del fine educativo, dall'altro alla psicologia per le modalità attraverso cui avviene l'apprendimento.
Riguardo al primo punto, è evidente l'influenza kantiana: il fine della dell'educazione è la moralità personale e questa consiste nella formazione del carattere e nel conseguimento della virtù, ossia la libertà interiore permanente dell'individuo, mediante la conoscenza e l'esercizio della volontà (conoscere il bene e perseguirlo in modo coerente).
Riguardo alla psicologia, Herbart descrive il flusso continuo di rappresentazioni che possono varcare o meno le soglie della coscienza (un espressione che avrà molta fortuna nella storia della psicologia). L'intera vita psichica e spirituale consiste infatti nella continua presentazione alla coscienza di immagini e nell'incessante processo di collegamento delle nuove rappresentazioni con quelle che la mente già possiede, secondo un ordine e un intreccio ogni volta arricchiti.
Il corretto procedimento di apprendimento intellettuale e morale consiste dunque nella promozione ben concatenata e graduale di rappresentazioni (concetti e valori base) tese a trasferire nel soggetto conoscenza (il sapere) e a plasmare al moralità (il perseguimento del bene). Questo processo è designato da Herbart con l'espressione "istruzione educativa".
Il metodo hebartiano
Impianto generale: tre condizioni operative:
- Governo: un ambiente ben organizzato nel quale i fanciulli sono sempre assistiti sul piano intellettuale e dell'esercizio fisico e sono corretti quando sbagliano, per interiorizzare l'autorità del maestro, che deve farsi più amare che temere;
- Disciplina o cultura morale: ordine etico caratterizzato da due modalità: impiego ben ponderato di premi e castighi e la costruzione della disciplina interiore attraverso l'apprendimento.
- Istruzione educativa: sforzo di creare moralità attraverso l'esercizio intellettuale, l'impegno nell'apprendimento, esercitando la volontà.
- chiarezza dell'insegnamento, con un programma ponderato comprensibile per il fanciullo;
- associazione: catena di lezioni e poi esercizi per utilizzare le competenze acquisite;
- ordine sistematico: riguarda i processi di astrazione e generalizzazione per transitare a livelli successivi di conoscenza, fino al completo svolgimento del programma;
- metodo
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